Una lezione del professor Ibba: “Genesi. Un origine, due racconti”.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Il professor Ibba terrà una lezione presso la Biblioteca delle Oblate il 29 gennaio dalle 16,30 alle 18.

Fin dai tempi più antichi d’Israele, il tema della creazione è stato centrale, non solo perché lo troviamo espresso in due racconti posti all’inizio del primo libro della Bibbia, ma anche perché pervade quasi tutti i libri che la compongono. Al di là del fatto che questi due racconti, come del resto ogni testo che compone il libro sacro, presentano mani redazionali e datazioni diverse, è indubbio che essi siano stati, in base alle fonti, fonte d’ispirazione per molti altri componimenti, come alcuni Salmi o il libro di Giobbe. Ciò talvolta più l’uno dell’altro, o viceversa, a seconda di vari fattori ipotizzati dagli studiosi.

Ma quali sono le caratteristiche dei racconti della creazione in Genesi? Anzitutto, la modalità con cui viene narrata la formazione del mondo e dei suoi abitanti. Nel primo racconto, ogni elemento ed essere vivente prende forma secondo un’idea di armonia e di importanza reciproca nel rapporto con tutti gli altri. Risuona frequentemente l’aggettivo tov, «buono», per indicare ciò che è utile (e bello) alla vita e al suo mantenimento. Nel secondo racconto, quanto spiegato nel primo viene ricondotto all’umidificazione del suolo come origine della vita, per poi concentrarsi sull’origine dell’umanità mediante l’azione diretta del creatore che, come un vasaio, la plasma dalla terra. In questo secondo racconto l’attenzione è dunque rivolta soprattutto all’umanità e al suo ruolo nel creato. È qui, inoltre, che si parla di un luogo particolarmente adatto alla vita umana: un giardino, posto in una regione chiamata Eden.