TEOLOGIA E PASTORALE DELLA CARITÀ
Anno Accademico 2025 /2026
Argomenti
Il corso intende riportare la riflessione e la prassi di carità al centro dell’esperienza credente personale e comunitaria. Si è infatti passati da una concezione dell’atto di carità come testimonianza nella vita della coerenza evangelica (la carità come conseguenza) alla sollecitudine per la promozione umana come apertura all’annuncio evangelico (la carità come premessa).
Si tratta invece di ricentrarsi sul vangelo della carità, nella circolarità che vede la carità al cuore del vangelo e il vangelo al cuore della carità. Da questo punto di vista è necessario che l’ortodossia si accompagni all’ortoprassi, perché la fede autentica non è solamente fides quae creditur, ma anche fides quae per caritatem operatur. E la stessa realtà ecclesiale prende forma dalla carità, per cui se la chiesa fa la carità è soprattutto e anzitutto la carità che fa la chiesa.
Entro questa prospettiva va vista sia la ministerialità della chiesa che la ministerialità nella chiesa, interrogandosi sul ministero esercitato dai diaconi permanenti e da ministre e ministri istituiti. Questo non per favorire una sorta di appalto, ma per tener vivo e attivare in tutta la comunità cristiana il primato della carità: “Rimangono queste tre cose: la fede, la speranza e la carità. Ma la più grande di tutte è la carità!” (1Cor 13,13).
Bibliografia
BENEDETTO XVI, Lettera enciclica “Deus caritas est” (25 dicembre 2005)
CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA, Evangelizzazione e testimonianza della carità. Orientamenti pastorali dell’Episcopato italiano per gli anni novanta (8 dicembre 1990)
CARLO MARIA MARTINI, Farsi prossimo. La carità, oggi, nella nostra società e nella Chiesa (10 febbraio 1985)
ASSOCIAZIONE TEOLOGICA ITALIANA, De caritate Ecclesia. Il principio “amore” e la chiesa, Edizioni Messaggero, Padova 1987
AA.VV., La carità. Teologia e pastorale alla luce del Dio-Agape, EBD, Bologna 1988
S. FERDINANDI, Quarant’anni di Caritas. Metodo e strumenti per educare alla carità, EDB, Bologna 2011
Il corso prende avvio da un interrogativo, che interpella la riflessione teologica e insieme le prassi pastorali. L’apostolo Paolo ricorda alla comunità di Corinto che più grande di tutto è la carità; se è vero questo, possiamo pensare che si tratti di un’esperienza che precede l’annuncio evangelico come promozione umana, oppure ne consegue come buona azione da compiere? E’ necessario ricollocare la carità al centro, recuperando quel vangelo della carità che la chiesa italiana aveva messo a tema già nel 1995, e farla diventare forma della chiesa, generata essa stessa dalla carità.
Un primo ambito di confronto viene dalla testimonianza biblica e dai tratti delle prime comunità cristiane. In particolare dagli Atti degli Apostoli e dalle lettere paoline emerge un vissuto di chiesa, che sulla carità misura la propria capacità di essere chiesa diacona, espressione e continuazione dello stare in mezzo a noi come servo del Signore Gesù. Articolare questa diaconia, a fronte dei problemi pastorali che via via si pongono, è la sfida affrontata dalla chiesa degli inizi, che interpella significativamente la chiesa di tutti i tempi.
Un secondo ambito fa riferimento agli interventi del Magistero, quello universale e quello della chiesa in Italia, per cogliere come la carità è stata messa a tema e proposta non solo quale ambito di impegno pastorale, ma come anima dell’esperienza cristiana e volto stesso di Dio rivelato da Gesù di Nazaret, capace di dare forma e continua ri-forma al noi della fede.
Un terzo ambito si misura sulla pastorale della carità, intesa non come una deduzione dai principi teologici ed ecclesiologici, bensì come prassi in circolarità con la teoria a partire da esperienze ecclesiali anticipatrici di quanto poi le chiese hanno elaborato. Un caso emblematico è la Caritas italiana, che dai vissuti di carità attivati è arrivata ad interpellare la riflessione teologica ed ecclesiologica. In questa pastorale della carità hanno un ruolo ministeriale significativo i cristiani (e per ora non le cristiane) chiamati al diaconato permanente.
Docente
Dario Vivian
Presbitero della chiesa di Vicenza, ha conseguito la licenza in teologia sistematica alla Facoltà teologica dell’Italia Settentrionale di Milano e il dottorato in teologia pastorale presso l’Università Lateranense di Roma. Dopo un master all’Institut Catholique di Parigi, è stato per dodici anni direttore dell’Ufficio per l’evangelizzazione e la catechesi della sua diocesi e docente presso la Facoltà teologica del Triveneto, insegnando Antropologia Teologica, Sacramentaria e Teologia Pastorale. Vive ed esercita il suo ministero in un quartiere popolare multietnico della città di Vicenza.
Calendario
Il corso si svolge il lunedì dalle ore 20.30 alle ore 22.00 dal 23 febbraio al 25 maggio 2026.
Costi
- uditore (senza possibilità di esame, con attestato di partecipazione): 50 €
- ospite (con possibilità di esame in presenza presso la sede di Firenze): 50 €
- gratuito per
- studenti ordinari iscritti all’ ISSR Toscana
- studenti ordinari iscritti Facoltà Teologica dell'Italia Centrale
Modalità di pagamento:
Bonifico bancario: cod. IBAN: IT 07 K 05034 02800 000000002439 (intestato a Facoltà Teologica dell’Italia Centrale).
Nella causale indicare OBBLIGATORIAMENTE: nome, cognome, corso ANTROPOLOGIA TEOLOGICA a.a. 25/26.
Viene rilasciato, su richiesta, il certificato di partecipazione.
Modalità
Le lezioni si svolgeranno online sulla piattaforma Cisco WebEx dell'Istituto.
Saranno in modalità sincrona, senza possibilità di registrazione: docente e studenti saranno presenti contemporaneamente all’interno dell’ambiente virtuale, che assumerà le caratteristiche della classe in presenza, garantendo l’interazione tra docenti e discenti.
Il regolamento prevede l’obbligo di frequenza per almeno 2/3 delle lezioni, senza le quali non sarà possibile ottenere l’attestato di frequenza.
Esami: in presenza a Firenze
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